Tristezza – Inside Out
Dietro ogni amigurumi c’è una ricerca
Quando parto con l’idea di creare un nuovo papuzzetto, la prima cosa che faccio è una ricerca.
Cerco ispirazione, guardo cosa è già stato realizzato, studio proporzioni, colori, interpretazioni.
Nel mondo creativo esistono artisti straordinari che realizzano vere meraviglie.
E quando qualcosa è già stato fatto – gratuitamente o a pagamento – credo valga la pena concedersi la possibilità di replicare, soprattutto se si è all’inizio.
Creare uno schema da zero significa fare e disfare per ore.
È un processo meraviglioso, ma anche impegnativo.
La soddisfazione finale è enorme… ma serve pazienza.
Il mio metodo quando improvviso
Se non hai mai improvvisato, il mio consiglio è semplice:
- inizia seguendo uno schema.
Per il mio progetto TRISTEZZA, ho trovato tantissimi tutorial ben fatti.
Ma, come spesso mi accade… non ho avuto la pazienza di seguirli.
Così ho fatto a modo mio.
Ho cercato immagini su Pinterest, stampato quella che mi interessava nella dimensione giusta e, con righello e matita alla mano, ho iniziato a studiare le proporzioni.
Ho misurato testa, corpo, dettagli.
Ho scomposto l’immagine in parti.
Solo dopo ho scelto filati, colori e uncinetto.
E ho iniziato.
La scelta dei filati (e le difficoltà)
Non è stato semplice.
Non tanto per il personaggio in sé, ma perché ho utilizzato due cotoni di spessori diversi, lavorati con uncinetto 1.5.
Lavorare un filato più spesso con un uncinetto più piccolo mi ha dato un risultato:
- rigido
- compatto
- molto definito
Ma anche decisamente faticoso da lavorare.
Per TRISTEZZA ho utilizzato:
-
Cotone
-
Filato plastico lurex per i capelli
-
Acrilico per il maglioncino
-
Cerchietti per gli occhiali
E un cerchio di legno da ricamo che mi ha aiutata a ricamare gli occhi con maggiore precisione (anche se… non è stato facilissimo).
Avere tanti tipi di filati e gradazioni diverse aiuta enormemente ad avvicinarsi al risultato desiderato.
La parte che amo meno: l’assemblaggio
Una cosa che non amo particolarmente è assemblare.
Il cotone, per me, è più rigido rispetto all’acrilico o alla ciniglia, che sono più morbidi e facili da gestire.
Ma quando tutto prende forma…
Quando unisci testa, corpo, dettagli…
E finalmente vedi il risultato…
È meraviglioso.
Indipendentemente dal livello di difficoltà.
Creare con le proprie mani è potente
Creare qualcosa da zero è un atto quasi magico.
È concentrazione.
È pazienza.
È soddisfazione pura.
Quindi il mio consiglio è semplice:
Vai.
Compra ciò che ti serve.
E inizia.




